Tenuta Cucco: la ricostruzione di un cru storico

Piero Rossi Cairo – Tenuta Cucco

vintrospective.com, che negli Stati Uniti parla di etichette, persone e luoghi che contribuiscono alla storia del vino italiano, ha scelto Tenuta Cucco, insieme a La Raia, per il suo ultimo articolo.

Tradotto da vintrospective.com

Piero Rossi Cairo è piuttosto schietto: con l’acquisizione di Tenuta Cucco e la ricostruzione di un cru storico come quello del Barolo sta facendo qualcosa di moderno, insieme alla sua famiglia. La trasparenza con la quale parla del suo progetto è ammirevole. Non c’è alcun tentativo di inventare il ritratto di una fantasiosa dinastia di viticoltori. Non nasconde che la professione di avvocato, quella che aveva scelto per sé, precede il suo ingresso nel mondo del vino – prontamente ammette che “… non era un agricoltore, ma lo è diventato.”

Stando alle sue parole, non ama attrarre i consumatori con strategie di etichetta o promozioni lampo. Preferisce piuttosto adottare un approccio consolidato, l’unico che conta davvero per conquistare la fedeltà dei clienti: si affida alla qualità dei suoi vini.

Tra le proprietà vitivinicole di famiglia ci sono l’azienda agricola biodinamica La Raia – con 45 ettari vitati a Cortese e Barbera – e la già citata Tenuta Cucco, che completerà la sua conversione al biologico entro Maggio 2018 e che si estende per 12 ettari (9 di Nebbiolo e 3 di Barbera). Tra questi il cru Cerrati, sul punto più alto e meglio esposto della tenuta, con le uve di Vigna Cucco, e un secondo cru, Bricco Vughera, che non sarà sul mercato prima del 2022.

Gavi

La Raia ha effettuato ricerche su circa 230 lieviti autoctoni – tra grappoli e cantina – scegliendo quello che funzionava meglio di tutti. E la bellezza del Cortese sta tutta nel sapore delicate e nei dettagli. La Raia ha sapientemente scelto un processo produttivo che favorisce l’uso di acciaio inox e la permanenza sui lieviti, evitando i rischi legati all’uso del legno, spesso dominante e aggressivo.

Il Gavi DOCG La Raia 2015 è impeccabilmente pulito e aromatico, con profumi di frutta e fiori bianchi, sentori di mandorla e zenzero e un finale piacevolmente avvolgente.

Il Gavi Riserva DOCG 2015, invece, prodotto da un unico vigneto composto da viti di 60-70 anni, ha più corpo, profondità, complessità e dettagli. Una certa viscosità aggiunge ricchezza al palato e un finale sapido, particolarmente lungo.

Barolo

Tenuta Cucco si trova a Serralunga d’Alba, un comune del Barolo conosciuto per i suoi vini austeri, tannici e dalla struttura eccezionale. Non bisogna dimenticare che austerità, tannini… e pazienza… sono parte essenziale dell’esperienza del Barolo.
Il Barolo DOCG del Comune di Serralunga d’Alba 2012 di Tenuta Cucco non fa eccezione, grazie alla sua formidabile struttura tannica. Intenso e vivace, è un vino ben proporzionato che mostra i classici aromi varietali e profumi di sottobosco. Necessita di più tempo, ma ha una lunga vita davanti a sé.

Il Barolo DOCG del Comune di Serralunga d’Alba 2013, invece, è più facile da apprezzare al momento: frutto maturo, un equilibrio magnifico, note di fiori secchi, terra, lievemente, di spezie.

Il Barolo DOCG Cerrati 2012 di Tenuta Cucco è prodotto da un singolo vigneto in 8mila – 12mila bottiglie. Lavorato in maniera “diplomatica”,questo vino sta a cavallo tra tradizione e modernità, passando prima un anno in botti di rovere francesce e successivamente un anno in botti tradizionali. Un vino particolarmente bilanciato, caratterizzato da aromi di ciliegia, piccole bacche, santoreggia e sottobosco. Piuttosto godibile già ora, diventerà tuttavia davvero notevole tra qualche anno.

Il Barolo DOCG Cerrati “Vigna Cucco” Riserva 2011 è prodotto in stile moderno, affinato in carati di rovere francese. Vino di punta di Tenuta Cucco, è elegante e complesso, con un panorama aromatico che comprende profumi di rosa, frutta secca, fiori e calde sfumature speziate. Un finale sonoro, quasi un mosaico di sensazioni che ripaga con la sua persistenza. Da lasciare in cantina in quantità.

Finale

Scegliendo ancora una volta di lasciar parlare i suoi vini, Piero si è fatto da parte quando il Barolo Serralunga d’Alba 2007 è stato servito – direttamente dalla cantina del precedente proprietario di Tenuta Cucco – mostrando in maniera assolutamente convincente l’eccellenza che la Tenuta in sé è in grado di raggiungere con i sui vini. Ulteriore testimonianza di questa verità l’ha data un Barolo Serralunga d’Alba 1995 di ugual provenienza, a patto che ancora qualche dubbio fosse rimasto tra gli assaggiatori. Le note umami (dal giapponese “piacevolmente saporito”), gustate con una pizza ai funghi di La Pizza Fresca, risuonano gioiose, trasformando in quel momento ogni ricordo dell’austerità di Serralunga in calma Zen, tannini sereni e riposo etereo.